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Come ogni anno, la numerosa compagnia di Vacri(CH) percorre a piedi l'ultimo tratto che conduce al santuario del volto Santo di Manoppello (PE), noto per la presenza della taumaturgica reliquia del Santo Velo. Molti altri devoti giungono dai paesi del chietino e del pescarese la terza domenica di maggio per la festa del Volto Santo. La tradizione vuole che l'immagine, impressa in questo sottilissimo velo di 24 X 17 cm., mostri il viso di Gesù. L'eterea tessitura, che non presenta stesure di colore tra i fili dell'ordito e della trama, è trasparente, osservabile in ambedue i lati, ma solo da determinate angolazioni prospettiche e luminose. Del sacro velo si cominciano ad avere notizie dal 1506,sebbene siano avvolte in un'aura di mistero. Dopo alterne vicende nel 1638 il dottor De Fabritiis,che ne era venuto in possesso, lo dona ai padri cappuccini di Manoppello che lo custodiranno fino ad oggi. Per le sue uniche e straordinarie caratteristiche fisiche e pittoriche,taluni hanno anche ipotizzato che possa trattarsi di un'immagine acheropìta, cioè non eseguita da uomo.
I pellegrini nel loro rituale giro visitano la teca , ove è riposta annualmente la reliquia,e la stessa nicchia è oggetto di grande considerazione devozionale. Se da una parte il mondo scientifico si interroga e avanza dotte disquisizioni, per far luce su questo enigmatico ritratto, dall'altra i fedeli, da secoli, si muovono con altri sentimenti e bisogni, molto più concreti e immediati. Nella forza della fede trovano le certezze e risposte ai problemi della vita,come attestano gli ex voto esposti nelle sale del santuario. Ognuno di essi racconta un dramma, un dolore,uno scampato pericolo , risolti con l'affidamento della preghiera al volto santo di Cristo. Per grazia ricevuta si legge nelle loro dediche. Il corteo giunto al ponte dei Cappuccini si ferma per la tradizionale duplice benedizione al paese, mentre da più di un decennio è scomparsa l' usanza che c'era in questo momento di compiere da parte dei pellegrini rituali abluzioni terapeutiche e di raccogliere nel sottostante torrente 33 sassolini in funzione antitempeste. Una continua pioggia di petali al suono di più bande accompagna nella chiesa di San Nicola di Bari il diafano Volto,che appare e scompare ripetutamente alla vista . Nella parrocchiale la reliquia resta fino al giorno dopo, quando fa ritorno nella sua sede.

Il fiume Aniene, affluente del Tevere, nasce nel territorio di Filettino (FR), entro l Parco Regionale dei Monti Simbruini. L'alto corso è a carattere torrentizio per la pendenza del suo letto e per la contenuta portata di acqua mediamente presente nel suo tragitto iniziale. A Comunacque con l'apporto del Simbrivio si ingrossa e prende le caratteristiche di fiume, che per l'assetto idrogeologico si mantiene veloce e impetuoso. Fino a che non raggiunge il borgo di Subiaco scorre serrato tra scoscesi pendii montani, ricchi di fascino e di vegetazione. Particolarmente suggestiva  è la profonda gola nel tratto che va da Trevi nel Lazio a Subiaco. Di poi ha inizio la media valle del fiume fino alle porte orientali di Tivoli. Le riprese del documentario si riferiscono al percorso Jenne - Marano Equo, compreso fra l'alta e, in parte, media valle dell'Aniene.

...continua a leggere "L’Aniene in canoa 1981"

Il presente lavoro, con altri due prossimi alla pubblicazione, non ha pretese di aggiungere novità alle attuali conoscenze che si hanno sul Volto Santo di Manoppello, unico ritratto ad essere trasparente e visibile in entrambe le facciate con eguale fisionomia ed ancora solo da certe angolazioni spaziali e luminose. Studi autorevoli di specialisti, non sempre collimanti fra loro, hanno messo in luce diversi aspetti legati alla preziosa reliquia, che tuttavia attende ancora chiarimenti certi, possibilmente esaustivi sulla sua misteriosa origine e realtà. Un interesse crescente dunque, anche a livello popolare, soprattutto dopo la visita effettuata da papa Benedetto XVI nel santuario il 1 settembre 2006. Non da meno oggi è rivolta una forte attenzione da parte dei media rispetto a quanto ruota attorno al Sacro Volto. Dopo questa doverosa premessa, altri contenuti collocano questa inedita documentazione tra le più rare, riferita alla secolare usanza dell'idroterapia, che si svolgeva nel vicinissimo torrente Capocastello al passaggio della processione , quando dal ponte dei Cappuccini si sosta per benedire il paese. Alla ricerca di quello che restava degli ancestrali riti lito-idroterapici in Abruzzo, praticati al di fuori delle manifestazioni liturgiche, sono venuto a conoscenza della quasi ignota tradizione di Manoppello incentrata sull’ uso terapeutico dell'acqua e non solo. Così ho potuto fotografare e filmare le ultime abluzioni rituali che nel 1981, ’82 ancora si praticavano durante la festa cadente la terza domenica di maggio. Poi più nulla, complici anche l'inselvatichito accesso al torrente e la scossa di terremoto del 1984, a seguito della quale il consueto programma religioso subì delle modifiche. Nel merito, ad eccezione delle due brevi e scarne citazioni, quella che ne fa il regista Giancarlo Pecenko nel suo video Il Volto Santo 1956 e Fabrizio Tricca nella pubblicazione sul Bollettino del Volto Santo Luglio 2013, non credo vi sia altro. É previsto uno sviluppo tematico sull'argomento con fotografie, ma all' ampia bibliografia ogni approfondimento.

Le riprese degli esterni sono state effettuate con pellicola super8 muto nel 1981 e 1982, sonorizzate con le registrazioni audio eseguite all'epoca, mentre gli interni sono stati acquisiti con nastro analogico Hi8 nel 1999.

Ogni anno, soprattutto durante la festa della Trinità, migliaia di fedeli si recano nel santuario montano di Vallepietra (RM), spinti da profonde motivazioni spesso riconducibili ad un bisogno di aiuto e conforto, ma anche dal richiamo della secolare tradizione. Ancora oggi i pellegrini percorrono a piedi strade asfaltate e impervi sentieri di montagna per trovarsi a tu per tu con la Trinità ed esprimere al suo cospetto gratitudine per uno scampato pericolo, una richiesta di guarigione o semplicemente una preghiera. Laddove tutto è possibile, si mostra e perfino si urla il proprio dolore, affinché la potenza sia compassionevole e conceda la grazia. E’ un incontro tanto atteso, carico di forti tensioni interiori , che può generare incontrollate reazioni emotive. ...continua a leggere "La festa della SS. Trinità a Vallepietra 1978-’82"

Gli abitanti di Roviano (RM)condividono con altre popolazioni del territorio una grande devozione verso Sant’Anna e nella ricorrenza del 26 luglio un folto gruppo di fedeli compie un pellegrinaggio a piedi della durata di tre giorni al santuario della Trinità di Vallepietra, dove c’è una cappella a lei intitolata. ...continua a leggere "Devoti di Sant’Anna"

Il santuario-grotta della SS. Trinità, tra Lazio e Abruzzo, è situato nel territorio di Vallepietra (RM) alla base di una vertiginosa parete rocciosa detta La Tagliata a circa 1400 metri di altezza, nella catena appenninica dei Monti Simbruini. Qui arrivano nei giorni della festa mobile della Trinità migliaia di pellegrini, molti ancora a piedi, altri con macchine e pullman, provenienti soprattutto dalle province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Aquila. ...continua a leggere "Devoti di Tufo"

A Vallepietra agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso, troviamo ancora rispondenti molte pagine di Carlo Levi sullo stato delle plebi rurali nel centro sud Italia o quanto meno sul ritardo culturale ed economico in cui versavano.
Con qualsiasi tempo, ogni giorno, devono raggiungere le stalle di montagna per governare gli animali e sono già in piedi quando è ancora notte fonda. ...continua a leggere "Festa di Sant’Antonio Abate. Vallepietra 1981-1983"

All'ampia bibliografia sui riti settennali in onore dell'Assunta di Guardia Sanframondi  si rimanda per ogni approfondita conoscenza. Qui solo poche brevi note di commento generale su determinati contenuti della manifestazione religiosa e su taluni aspetti emersi nell'edizione 2017 che, forte della riuscita organizzazione,  sembra  porsi come  punto di riferimento per il futuro.

...continua a leggere "Guardia Sanframondi riti settennali 2017"

Il 15 ottobre 2017 Subiaco ha voluto rievocare le vicende belliche che 150 anni fa coinvolsero i garibaldini, intenzionati ad abbattere definitivamente il potere temporale del Papa, e le truppe degli zuavi fedeli a Pio IX, di gran lunga più consistenti e ben asserragliate nella rocca del paese. Era il 1867 quando l'esercito pontificio attaccò i garibaldini e nello scontro morirono il capitano Emilio Blenio, Antonio Panara e Lorenzo Grotti, più altri due sublacensi, Pietro Cittadini e il quattordicenne Antonio Fedele. ...continua a leggere "I garibaldini a Subiaco nel 1867"