All'ampia bibliografia sui riti settennali in onore dell'Assunta di Guardia Sanframondi  si rimanda per ogni approfondita conoscenza. Qui solo poche brevi note di commento generale su determinati contenuti della manifestazione religiosa e su taluni aspetti emersi nell'edizione 2017 che, forte della riuscita organizzazione,  sembra  porsi come  punto di riferimento per il futuro.

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Il 15 ottobre 2017 Subiaco ha voluto rievocare le vicende belliche che 150 anni fa coinvolsero i garibaldini, intenzionati ad abbattere definitivamente il potere temporale del Papa, e le truppe degli zuavi fedeli a Pio IX, di gran lunga più consistenti e ben asserragliate nella rocca del paese. Era il 1867 quando l'esercito pontificio attaccò i garibaldini e nello scontro morirono il capitano Emilio Blenio, Antonio Panara e Lorenzo Grotti, più altri due sublacensi, Pietro Cittadini e il quattordicenne Antonio Fedele. A questi intrepidi giovani garibaldini va il nostro riconoscente pensiero e ricordo, per aver agito nell'ideale di un' Italia unita, libera e indipendente.

 

Longone Sabino, in provincia di Rieti, è stato un centro importante dei possedimenti della vicina abbazia benedettina di San Salvatore Maggiore edificata a partire dal secolo VIII. All'ambiente monastico, probabilmente con il concorso di monaci greco-bizantini ivi presenti, secondo fonti orali avvalorate anche dal dott. Alessandro Papò, si deve l'introduzione del culto dei santi Cosma e Damiano. Fin dal 1681 la chiesa parrocchiale era quella dei Santi Medici e nella festività del 27 settembre numerosi pellegrini della Sabina venivano in questo santuario a impetrare grazie . Durante le celebrazioni patronali più volte risuonano due melodie abbinate a due testi religiosi molto antichi, scritti in latino, che sono l'inno Sanctorum meritis inclita gaudia, rivolto a tutti i martiri e il salmo 109 con il verso iniziale Dixit Dominus Domino meo. Nei ricordi degli anziani  del luogo i due canti sono stati introdotti nei riti liturgici verso il 1930 dal parroco di allora don Sisto Fiori(1869-1946), che viene indicato anche come revisore della stesura musicale, pur se mancano riscontri certi. Una diretta testimonianza al riguardo mi è stata fornita dalla signora Carolina Vagli di anni 90, che ha conosciuto e frequentato don Fiori da adolescente e con buona memoria mi ha raccontato quanto il sacerdote ci tenesse all'educazione musicale dei giovani e alla costituzione di una schola cantorum a Longone. Un 'altra importante notizia la fornisce il professore Giovanni Rampazzi quando, rifacendosi ai racconti paterni, non solo parla di incontri avvenuti a Longone tra il Fiori e il musicista Lorenzo Perosi ( 1872-1956 ) , ma dà per certa l'attribuzione all'illustre compositore del breve canto “Siano sempre benedetti e ringraziati i nostri santi martiria, avvocati”, spesso intonato durante i giorni di  festa. Molto probabilmente i due ecclesiastici si sono conosciuti negli ambienti vaticani e hanno conservato nel tempo una buona amicizia, alimentata dai comuni interessi musicali, che forse potrebbero  stare anche alla base delle attuali partiture volgarizzate, elaborate sopra precedenti melodie gregoriane, per una maggiore  partecipazione  corale del popolo durante le funzioni religiose.

1- L'inno”Plurimorum Martyrum”, è attribuito dagli studiosi a Rabanus Maurus (780-856) e le più antiche copie risalgono fino al X secolo. Di esso si conservano più versioni e ad un raffronto è emerso che il testo in uso a Longone Sabino è tale e quale a quello riportato nel Breviario Romano.

2- Il salmo 109, di complessa interpretazione, è attribuito al re Davide ed è presente tanto nei testi sacri dell’ebraismo che nel Vecchio Testamento.La Chiesa Latina recita questo salmo come primo Salmo dei secondi vespri delle domeniche e di quasi tutte le solennità

A sera un centinaio di cumuli di rami di ginestra sono pronti per essere accesi sul fianco della montagna al passaggio processionale di ritorno in paese dal santuario campestre, in ricordo delle fiamme che per intervento divino risparmiarono i due martiri dal rogo, ma l'impiego cerimoniale del fuoco forse si ricollega anche a remote ritualità agresti legate alla purificazione dei campi, per futuri buoni raccolti. Le stesse tuniche processionali dalle accese tinte gialle e rosse sembrano richiamare i colori del fuoco e del sangue. Molto interessante è l'ostensione delle reliquie, eseguita nel Santuario la mattina del 27. Un tempo diffusa e calendarizzata si svolgeva quasi sempre durante le feste patronali . Un fenomeno religioso di grande rilevanza storica, per i molti risvolti culturali e sociali che hanno influenzato per secoli intere generazioni di fedeli, basti pensare ai grandi pellegrinaggi e alle vicende, anche cruente che sono scaturite per il loro possesso. Il rituale oggi permane in pochi altri paesi, alcuni dei quali si affacciano nella Valle dell’Aniene. A tarda sera esce con le stesse modalità un' altra processione con il simulacro dei Santi Medici, diretta nella piazza del paese per elargire un'altra benedizione rivolta ai quattro punti cardinali, in segno protettivo. Fuochi pirotecnici e ballo della pupazza, partecipato gioiosamente come augurio ed esorcizzazione dei mali, chiudono i due giorni di festa.

Dopo la processione generale dei battenti e dell' Assunta, che si svolge sempre nell'ultima decade di agosto, i guardiesi nelle due settimane successive fanno la veglia nel santuario mariano cantando e recitando preghiere, giorno e notte. Al termine di questo ininterrotto raccoglimento religioso la statua della Madonna viene ricollocata entro la nicchia che la custodisce con la solenne cerimonia della chiusura della lastra. I riti settennali hanno così la loro conclusione.
Le riprese sono state effettuate con il formato analogico Hi8.

Vicino Vicovaro, RM, l'area archeologica di San Cosimato conserva resti di acquedotti romani e di romitori rupestri, abitati da eremiti già nel IV, V secolo d.C.
La valle, per l'abbondanza delle precipitazioni nel bacino idrografico dei vicini Monti Simbruini, è ricca di sorgenti che alimentano, ieri come oggi, il fiume Aniene, lungo il quale i romani captarono grandi quantità di acqua, per convogliarla nell' Urbe mediante la costruzione di 4 acquedotti.
Oltre il 75 % del rifornimento idrico giornaliero per la città di Roma proveniva da questo territorio e l' acqua era considerata di ottima qualità per la freschezza e limpidezza.
Due di essi, l'Anio Vetus (272 a. C.) e l'Anio Novus (52 d C.), qui nelle vicinanze di Tiivoli, la captavano poco più a monte direttamente dalla corrente del fiume, mentre quelli dell' Aqua Marcia (140 a. C). e dell' Aqua Claudia (52 d. C.) la attingevano dalle sorgenti.
Le pareti delle condotte, ben conservate, sono rivestite di strati di calcare, al di sotto dei quali appaiono superfici intonacate con il cocciopesto, la cui malta serviva per impermeabilizzare lo speco e garantire così una costante portata d'acqua.
In uno scenario paesaggistico pieno di fascino, queste superbe vestigie si sono modellate e intrecciate l'una con l'altra, dando luogo ad una fusione di forme architettoniche e naturalistiche altamente suggestive.
Il sito ancor prima della caduta dell'impero romano fu abitato da eremiti, che nei primissimi anni del VI secolo ebbero come guida spirituale la carismatica figura di San Benedetto, venuto nella valle dell' Aniene per condurre una vita ascetica. Qui però egli si fece numerosi nemici, anche tra gli stessi religiosi, tanto che tentarono di avvelenarlo e così fuggì via, per ritirarsi dapprima a Subiaco e poi a Montecassino, dove fondò monasteri basati sulla sua regola ora et labora.

Oggi il luogo di San Cosimato è un'oasi francescana e poco o nulla resta dell' antico complesso architettonico.

Nel territorio di Vallepietra, provincia di Roma, ancora verso la fine del secolo scorso ,  si componevano le carbonaie impiegando le risorse boschive del luogo. Si ricavava ottimo carbone vegetale, allora apprezzato e richiesto da molta gente. Il documentario mostra le fasi della lavorazione, commentate dallo stesso carbonaio, in quanto le riprese filmiche del 1980 sono state girate con la pellicola Super 8 e perciò mute. Per lui è stato ripercorrere il tempo della sua vita, con nostalgia, nonostante le dure condizioni lavorative imposte dal mestiere, per me è stato un lavoro certosino, perché ho dovuto ricreare tutti i suoni presenti nella narrazione con tanta pazienza. Comunque per un approfondimento si consiglia di leggere l' articolo su questo argomento, visibile nel mio sito alla voce pubblicazioni, avente come titolo Le ultime carbonaie di Vallepietra.

Ogni sette anni, nell' ultima decade di agosto, Guardia Sanframondi (BN) celebra i riti penitenziali in onore dell' Assunta e con questa regolarità almeno dagli anni 1930-1940. Prima di ciò “si usciva la Madonna anche in penitenza “ durante rovinosi avvenimenti naturali o altre calamità, per implorare la potenza divina di tener lontane le catastrofi. I quattro rioni storici: Croce, Portella, Fontanella e Piazza danno vita a cortei in cui si svolgono rappresentazioni fisse, dette misteri, riguardanti episodi del Vangelo, della Bibbia e della storia della Chiesa, antica e recente.Tutti, dai bambini agli anziani, sono chiamati alla partecipazione per comporre i quadri religiosi, molto elaborati nei costumi e nelle coreografie, a volte di gusto alquanto barocco di impronta controriformistica. Dopo le processioni di penitenza e di comunione, dal lunedì al venerdì della settimana di “ festa “ , il sabato, al termine della processione del clero e delle associazioni cattoliche, c'è l'apertura della lastra, uno sportello di vetro che chiude la nicchia ove è riposta la statua della Madonna. Il momento è vissuto dai guardiesi con molto trasporto e si sente una autentica partecipazione emotiva, amplificata dal canto corale “s'è sposta Maria”, con cui si chiedono grazie materiali e spirituali. La commozione è così elevata che specialmente negli occhi femminili giunge un pianto liberatorio. La statua della Vergine ora può essere vestita con i doni preziosi offerti dai fedeli negli anni e così è lasciata all'affetto e alla venerazione dei fedeli. La domenica parte dal santuario la lunga processione generale con tutti i misteri, il simulacro della Madonna, i penitenti, divisi tra disciplinanti e battenti, le autorità e il popolo tutto. I primi hanno già preso parte alle processioni rionali, sempre vestiti con saio bianco e cappuccio e muniti di una impugnatura che tiene corte sferze metalliche, detta disciplina, con cui si percuotono spalle e schiena, mentre i secondi escono solo nella processione di domenica e si battono il petto con una “spugna”, pezzo di sughero con piccoli spilli che generano fuoriuscita di sangue. Il paese in questi giorni esprime un sincero sentimento di contrizione che nei disciplinanti e ancor più nei battenti arriva a manifestarsi con vere e proprie mortificazioni corporali, di antica tradizione medioevale. Una sola volta durante il corteo religioso i battenti incrociano la statua della Madonna, che esce intorno alle 14,00 salutata con un colpo di mortaretto. In questo momento particolarmente emozionante i battenti si lasciano andare a un trasporto emotivo intenso e vibrante. Dopo di ciò i penitenti vanno via dalla processione, per tornare di lì a poco cambiati di abito ad accompagnare con canti l' Assunta che fa rientro nel santuario.
Le riprese video e audio sono state effettuate con il formato analogico Hi 8 e del tutto inedite, montate in occasione dell'imminente edizione 2017.
Non è stato un impegno facile nè tantomeno scontato condensare in 63 minuti gli avvenimeti di quei giorni in modo congruente, documentati tra l'altro con 16 ore di riprese. Pur consapevole della scelta non proprio favorevole alle  visualizzazioni, alla fine ho optato per questa soluzione, con tutto ciò che ha comportato,  per fornire una più ampia documentazione, anche perché in quell'anno e non so spiegarmene il motivo, vidi ben pochi fotografi ed operatori video in azione. Non tutto è esattamente come avrei voluto, ma alla fine ….chi si contenta gode... in attesa delle ritemprate forze.

30-6-2017 - Qualche ora fa, per puro caso, ho appreso da internet la tragica morte di don Sergio Sergi, assassinato con ferocia nel 1997 dalla spietata criminalità organizzata. Sono stato all'oscuro della vicenda fino ad oggi, sebbene tante volte mi son chiesto di lui e della sua vita, come sacerdote e musicista. Di tempo ne è trascorso, ma per tali fatti la memoria non è mai abbastanza, così che con grande commozione e dolore desidero qui ricordarlo, anzitutto per quelle sue rare qualità umane che sanno entrare nell'animo della gente. L'ho conosciuto a Guardia Sanframondi durante il periodo dei riti settennali del 1996. Mi colpì la sua affabilità e disponibilità, quando acconsentì, senza chiedere spiegazioni, che io filmassi le prove del coro del rione Piazza, da lui abilmente diretto ed ancora in esercitazione nonostante fosse tarda sera. Nei brevi giorni a seguire già ci si salutava come fossimo vecchi amici e più volte gli esternai il mio apprezzamento per le belle canzoni da lui curate per i riti settennali, parti delle quali di recente ho inserito in due filmati pubblicati su You Tube e nel mio sito. Di quegli incontri conservo riprese video che lo ritraggono come direttore del coro, competente e scrupoloso. Avrò piacere di donarle a persone di fiducia per contribuire a mantenere vivo il suo  ricordo.

 

Una bella canzone, trascinante ed emozionante, sentimenti di uomini con la forza della speranza, una comunità intorno ai suoi valori di fede e di umanità. In cammino...
Il brano, musicale e filmico,è tratto in buona parte dal documentario sui riti penitenziali del 1996 ed è dedicato a Don Sergio Sergi, brutalmente ucciso dalla criminalità

30-6-2017 - Qualche ora fa, per puro caso, ho appreso da internet la tragica morte di don Sergio Sergi, assassinato con ferocia nel 1997 dalla spietata criminalità organizzata. Sono stato all'oscuro della vicenda fino ad oggi, sebbene tante volte mi son chiesto di lui e della sua vita, come sacerdote e musicista. Di tempo ne è trascorso, ma per tali fatti la memoria non è mai abbastanza, così che con grande commozione e dolore desidero qui ricordarlo, anzitutto per quelle sue rare qualtà umane che sanno entrare nell'animo della gente. L'ho conosciuto a Guardia Sanframondi durante il periodo dei riti settennali del 1996. Mi colpì la sua affabilità e disponibilità, quando acconsentì, senza chiedere spiegazioni, che io filmassi le prove del coro del rione Piazza, da lui abilmente diretto, che ancora si stava esercitando nonostante fosse tarda sera. Nei brevi giorni a seguire già ci si salutava come fossimo vecchi amici e più volte gli esternai il mio apprezzamento per le belle canzoni da lui curate per i riti settennali, parti delle quali di recente ho inserito in due filmati pubblicati su You Tube e nel mio sito. Di quegli incontri conservo riprese video che lo ritraggono come direttore del coro, competente e scrupoloso. Avrò piacere di donarle a persone di fiducia,  per contribuire a mantenere vivo  il suo ricordo.

 

 

Palmoli, provincia di Chieti, il 27 luglio festeggia la Madonna del Carmine, a cui si portano in dono prodotti alimentari della campagna e una varietà di cibi elaborati in casa dalle donne del paese che, cosa alquanto rara, svolgono un ruolo preminente all'interno della locale ricorrenza. A loro spetta il trasporto della statua della Madonna del Carmine e quello di alcuni angioletti su piccole nuvole, che si tengono in braccio come fossero bambini. Le ragazze, note come pacchianelle per il costume tradizionale di contadine, hanno dato il nome alla sfilata che attraversa il paese con il suo bengodi in bella vista. Un tempo, non molto lontano, le offerte votive comprendevano specialmente covoni di grano, che si trasportavano con asini e buoi riccamente agghindati. La manifestazione si caratterizza certamente come momento di ringraziamento per i beni ricevuti e come auspicio per una rinnovata prosperità. Oggi l'evento rituale di origine agreste, pur mostrandosi come un momento di revival, conserva ancora una forte vitalità per la grande partecipazione popolare che la anima. Certamente la festa è una delle tradizioni locali che più sta nel cuore dei Palmolesi e che più li sa coinvolgere.
Le riprese sono state effettuate con pellicola Super 8 e sonorizzate con l'audio dell'epoca.

Ogni sette anni, nell' ultima decade di agosto, Guardia Sanframondi (BN) celebra i riti penitenziali in onore dell' Assunta e con questa regolarità almeno dagli anni 1930-1940. Prima di ciò “si usciva la Madonna anche in penitenza “ durante  rovinosi avvenimenti naturali o altre calamità, per implorare la potenza divina di tener lontane le catastrofi. I quattro rioni storici: Croce, Portella, Fontanella e Piazza danno vita a cortei in cui si svolgono rappresentazioni fisse, dette misteri, riguardanti episodi del Vangelo, della Bibbia e della storia della Chiesa, antica e recente.Tutti, dai bambini agli anziani, sono chiamati alla partecipazione per comporre i quadri religiosi, molto elaborati nei costumi e nelle coreografie, a volte di gusto alquanto barocco. Dopo le processioni di penitenza e di comunione, dal lunedì al venerdì della settimana di “ festa “ , il sabato, al termine della processione del clero e delle associazioni cattoliche, c'è l'apertura della lastra, uno sportello di vetro che chiude la nicchia ove è riposta la statua della Madonna. Il momento è vissuto dai guardiesi con molto trasporto e si sente una autentica partecipazione emotiva, amplificata dal canto corale “s'è sposta Maria”, con cui si chiedono grazie materiali e spirituali. La commozione è così elevata che specialmente negli occhi femminili giunge un pianto liberatorio. La statua della Vergine ora può essere vestita con i doni preziosi offerti dai fedeli negli anni e così è lasciata all'affetto e alla venerazione dei fedeli. La domenica parte dal santuario la lunga processione generale con tutti i misteri, il simulacro della Madonna, i penitenti, divisi tra disciplinanti e battenti, le autorità e il popolo tutto. I primi hanno già preso parte alle processioni rionali, sempre vestiti con saio bianco e cappuccio e muniti di una impugnatura che tiene corte sferze metalliche, detta disciplina, con cui si percuotono spalle e schiena, mentre i secondi escono solo nella processione di domenica e si battono il petto con una “spugna”, pezzo di sughero con piccoli spilli che generano fuoriuscita di sangue. Il paese in questi giorni esprime un sincero sentimento di contrizione che nei disciplinanti e ancor più nei battenti arriva a manifestarsi con vere e proprie mortificazioni corporali, di antica tradizione medioevale. Una sola volta durante il corteo religioso i battenti incrociano la statua della Madonna, che esce intorno alle 14,00 salutata con un colpo di mortaretto. In questo momento particolarmente emozionante i battenti si lasciano andare a un trasporto emotivo intenso e vibrante. Dopo di ciò i penitenti vanno via dalla processione, per tornare di lì a poco con altri abiti e accompagnare con canti l' Assunta che fa rientro nel santuario.
Le riprese sono in super 8 muto, girato a 24 fotogrammi al secondo e sonorizzato con materiale registrato in quegli anni. Nonostante tante prove non è stato possibile arrivare ad una totale sincronizzazione labiale per differenti registrazioni.