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La festa del Volto Santo di Manoppello cade la terza domenica di maggio e in questa ricorrenza giungono radunati in compagnie con i loro gonfaloni molti devoti dalle provincie di Chieti e Pescara, richiamati anche dalla potenza taumaturgica della sacra effige, come testimoniano numerosi ex voto per grazia ricevuta.
Qui si conserva una preziosa reliquia dei primi anni del Cinquecento, costituita da un piccolo velo su cui è raffigurato, secondo tradizione,il volto di Cristo. Appare come un tessuto di lino trasparente, ugualmente visibile nei due lati, ma solo da certe angolazioni luminose, per la sua diafana consistenza e per le finissime sfumature presenti nell'ordito. Un'immagine unica, ricca di fascino e di mistero.
La processione domenicale, cui segue il lunedì quella del ritorno al santuario, dal vicino convento francescano muove verso la chiesa di San Nicola di Bari, con una sosta di preghiera sul ponte dei Cappuccini, che attraversa il rivo Capocastello,per invocare coralmente la protezione dalle sciagure e la prosperità per il paese. Al termine si elargiscono due benedizioni rivolte una ad est e l'altra ad ovest, nella direzione del ruscello.
La cerimonia, pur nella sua essenziale brevità, richiama espressamente il rito delle antichissime rogazioni.
Fino ai primi anni Ottanta del secolo scorso, a cui risalgono queste immagini,durante la pausa di preghiera sul ponte i pellegrini usavano andare nell'adiacente fosso del Capocastello per compiere abluzioni con fini terapeutici e riempire bottiglie di acqua che, stante la presenza del Volto Santo,si riteneva assumesse particolari proprietà benefiche e per questo non di rado si riportava agli ammalati. In quei momenti accadeva e gli anziani del paese ancora oggi ricordano che prodigiosamente l'acqua si fermasse di scorrere,anche se solo per un attimo, in modo impercettibile.
Altri invece raccoglievano 33 sassolini tanto piccoli da stare nel pugno di una mano e li bagnavano per usarli durante l'anno contro fulmini e grandine a difesa di campi e abitazioni.

Nella passata civiltà contadina la vita di ogni individuo e dell'intera comunità dipendeva totalmente dai raccolti agricoli, spesso magri, che i servi della gleba con gran fatica riuscivano a immagazzinare nel corso dell'anno. Già alla fine dell'inverno si cominciava a dare una prima stima dei futuri raccolti, osservando lo stato dei teneri germogli, verso cui i contadini rivolgevano tutte le attenzioni, per farli giungere copiosi a maturazione. Il ciclo agricolo primaverile costituiva una fase cruciale per l'approvvigionamento alimentare, tanto delicato quanto vitale per evitare lo spettro della fame e delle conseguenti malattie dovute a denutrizione. Nonostante tutti gli sforzi e le continue accortezze per assicurarsi una sufficiente raccolta di prodotti ceralicoli, come di tanti altri, sulle verdi campagne incombeva sempre il pericolo di una calamità naturale, che poteva abbattersi improvvisa, arrecando terribili disastri. Si era in balia degli eventi atmosferici, come grandinate, temporali, tempeste, siccità. Poco o nulla si poteva fare per scongiurare simili flagelli, se non affidarsi   a forze soprannaturali, a complesse cerimonie religiose, a riti magici, tutt'oggi ancora in uso in diverse aree rurali d'Italia, sebbene in modo margimale. Più abitualmente si invoca un potente santo deputato a proteggere gli uomini e i loro beni dalle calamità naturali, ma non è neppure infrequente il ricorso  a oggetti o elementi  che inseriti in  rituali religiosi, acquisiscono, per così dire, forze ed entità sacrali, in grado di  vincere la furia rovinosa di fenomeni atmosferici ed altri mali. Rituali canonici, come ad esempio le rogazioni o l'uso di suonare le campane per attenuare la violenza dei temporali, convivono con pratiche di natura magica, fortemente sincretiche, che ci sono giunte da un remoto passato. ...continua a leggere "Contro tempeste, grandinate, calamità e malanni"

Ogni tanto un buontempone  grida :" I marziani,ho visto i marziani "e i terrestri impauriti come non mai scrutano il cielo,fuggono o si precipitano sui monitor per seguire i servizi speciali con tanto di testimonianze oculari, fino a che si torna in breve alla vita di sempre. Memorabile il racconto radiofonico di Orson Welles del 1938. Uno  sventurato invece, uscito da una dolorosa esperienza , si sente di lanciare un ben più concreto avvertimento: " Attenti ai tarli, fate attenzione agli acari dei tarli del legno dentro e fuori casa" e viene preso quasi in giro, anche con battutine per riderci sopra.  ...continua a leggere "L’acaro del tarlo del legno. Un killer sconosciuto"

L’eremo di San Venanzio a Raiano, vicino Sulmona, sta tenacemente aggrappato a due verticali pareti rocciose situate sul fiume Aterno, in prossimità della valle Peligna. Il santo , nato e martirizzato a Camerino nelle Marche nel 253 d. C. a soli 15 anni, visse in questo angolo d’Abruzzo con il maestro Porfirio per circa due anni , dedicandosi totalmente alla penitenza e alla preghiera. La tradizione racconta che qui impresse parti del suo corpo nelle pietre del luogo, poi diventate oggetto di particolare venerazione, perché ritenute miracolose soprattutto per i mali delle ossa e delle articolazioni. ...continua a leggere "Le pietre di San Venanzio Raiano 1979-1985"

Come ogni anno, la numerosa compagnia di Vacri(CH) percorre a piedi l'ultimo tratto che conduce al santuario del volto Santo di Manoppello (PE), noto per la presenza della taumaturgica reliquia del Santo Velo. Molti altri devoti giungono dai paesi del chietino e del pescarese la terza domenica di maggio per la festa del Volto Santo. La tradizione vuole che l'immagine, impressa in questo sottilissimo velo di 24 X 17 cm., mostri il viso di Gesù. ...continua a leggere "Il Volto Santo di Manoppello 1999"

Il fiume Aniene, affluente del Tevere, nasce nel territorio di Filettino (FR), entro l Parco Regionale dei Monti Simbruini. L'alto corso è a carattere torrentizio per la pendenza del suo letto e per la contenuta portata di acqua mediamente presente nel suo tragitto iniziale. A Comunacque con l'apporto del Simbrivio si ingrossa e prende le caratteristiche di fiume, che per l'assetto idrogeologico si mantiene veloce e impetuoso. Fino a che non raggiunge il borgo di Subiaco scorre serrato tra scoscesi pendii montani, ricchi di fascino e di vegetazione. Particolarmente suggestiva è la profonda gola nel tratto che va da Trevi nel Lazio a Subiaco. Di poi ha inizio la media valle del fiume fino alle porte orientali di Tivoli. Le riprese del documentario si riferiscono al percorso Jenne - Marano Equo, compreso fra l'alta e, in parte, media valle dell'Aniene.
...continua a leggere "L’Aniene in canoa 1981"

Il presente lavoro, con altri due prossimi alla pubblicazione, non ha pretese di aggiungere novità alle attuali conoscenze che si hanno sul Volto Santo di Manoppello, unico ritratto ad essere trasparente e visibile in entrambe le facciate con eguale fisionomia ed ancora solo da certe angolazioni spaziali e luminose. Studi autorevoli di specialisti, non sempre collimanti fra loro, hanno messo in luce diversi aspetti legati alla preziosa reliquia, che tuttavia attende ancora chiarimenti certi, possibilmente esaustivi sulla sua misteriosa origine e realtà. ...continua a leggere "Il Volto Santo di Manoppello 1981-1982"

Ogni anno, soprattutto durante la festa della Trinità, migliaia di fedeli si recano nel santuario montano di Vallepietra (RM), spinti da profonde motivazioni spesso riconducibili ad un bisogno di aiuto e conforto, ma anche dal richiamo della secolare tradizione. Ancora oggi i pellegrini percorrono a piedi strade asfaltate e impervi sentieri di montagna per trovarsi a tu per tu con la Trinità ed esprimere al suo cospetto gratitudine per uno scampato pericolo, una richiesta di guarigione o semplicemente una preghiera. Laddove tutto è possibile, si mostra e perfino si urla il proprio dolore, affinché la potenza sia compassionevole e conceda la grazia. E’ un incontro tanto atteso, carico di forti tensioni interiori , che può generare incontrollate reazioni emotive. ...continua a leggere "La festa della SS. Trinità a Vallepietra 1978-’82"

Gli abitanti di Roviano (RM)condividono con altre popolazioni del territorio una grande devozione verso Sant’Anna e nella ricorrenza del 26 luglio un folto gruppo di fedeli compie un pellegrinaggio a piedi della durata di tre giorni al santuario della Trinità di Vallepietra, dove c’è una cappella a lei intitolata. ...continua a leggere "Devoti di Sant’Anna"

Il santuario-grotta della SS. Trinità, tra Lazio e Abruzzo, è situato nel territorio di Vallepietra (RM) alla base di una vertiginosa parete rocciosa detta La Tagliata a circa 1400 metri di altezza, nella catena appenninica dei Monti Simbruini. Qui arrivano nei giorni della festa mobile della Trinità migliaia di pellegrini, molti ancora a piedi, altri con macchine e pullman, provenienti soprattutto dalle province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Aquila. ...continua a leggere "Devoti di Tufo"