L'amore per la pittura è venuto inatteso come un temporale estivo. Pensavo ad altro quando mi affacciavo ai miei 15 anni, ma alcuni incontri, primo fra tutti quello con il mio professore di disegno De Propris, che a scuola mi incoraggiava nelle mie espressioni fauve, con l'artista benedettino fra Hugo Retel e con il mio carissimo amico e pittore Ercole Gino Gelso, hanno contribuito enormemente a farmi sperimentare il piacere intimo generato dalla  creatività artistica.
La mia professione di docente di storia dell'arte, insegnata per diversi anni nel liceo classico di Subiaco e nell'istituto d'arte di Tivoli, mi ha portato facilmente ad apprezzare qualsiasi opera artistica, ma con il passare del tempo la mia predilezione è andata sempre più verso  quelle forme  espressive dal carattere fortemente tormentato, viscerale, spietatamente indagatore dell'animo umano. La lista sarebbe lunga, ma non posso non citarne alcuni, ad iniziare da Michelangelo, per poi continuare con Pontormo, Caravaggio, Goya, Van Gogh, Rouault, Kokoschka, Munch, Bacon, Soutine, la cui influenza a volte  traspare in alcuni miei lavori, che spero al più presto di riprendere in modo continuativo.