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Ciò che oggi è solo sopravvivenza residuale di antiche usanze popolari, smembrate dall’ originario contesto  di produzione economica e di relazioni sociali, un tempo costituiva parte integrante della millenaria cultura agro-pastorale, con i suoi cicli, valori e riti dai forti significati reali e simbolici.
Non sempre sappiamo comprendere le radici storiche delle molteplici cerimonie giunte fino a noi da un passato lontano, che continuano a perpetuarsi  in forza della loro  tradizione, come quelle incentrate sull'elemento fuoco. ...continua a leggere "Interpretazioni e usi dei fuochi cerimoniali nella valle dell’Aniene"

i confratelli cornuti si stanno vestendo per il corteo burlesco
i confratelli cornuti si vestono per il corteo burlesco

La manifestazione di Rocca Canterano in provincia di Roma nella versione attuale è stata ideata un po' di anni fa durante una cena tra amici, ispirati da frizzanti bicchieri di rosso e animati da una gran voglia di prendersi un’occasione di svago e di allegria, prima del  lungo e monotono periodo invernale, in un paese di 270 abitanti decimato dall’emigrazione. Per pochi giorni tornano a vivere le tortuose   stradine  punteggiate qua e là di lapidi di caduti in guerra, dove nulla accade. ...continua a leggere "La festa del cornuto a Rocca Canterano per San Martino"

Abluzioni nel Liri,1985
Abluzioni nel Liri,1985

È notte a Civitella Roveto, il paese abruzzese sorto forse sul posto dell’antica Fresilia, città dei marsi. Il cielo stellato invita a risalire con lo sguardo i cupi crinali dei monti e il gorgoglio del sottostante fiume Liri ricorda il magico evento che sta per compiersi. È la notte di San Giovanni. ...continua a leggere "Il bagno lustrale nel fiume Liri a Civitella Roveto"

Verso la fine degli anni '60 ho iniziato a disegnare copiando le opere dei maestri, certo di attingere dalle loro superbe lezioni preziose conoscenze tecniche e stilistiche. Ed infatti è stato così, oltre ad aver ampliato il mio bagaglio culturale in merito alla produzione grafica di tanti pittori e viaggiatori europei che scelsero l'Italia come luogo prediletto della loro ispirazione artistica. In questo primo periodo molta importanza nella mia formazione hanno avuto gli esami di storia dell'arte presso il Magistero di Roma e le visite alle mostre di grafica nella capitale. I disegni per differenti intenti sono stati divisi, secondo un criterio di massima del tutto personale, in due tipologie, denominate: studi a matita e disegni a matita, per sottolineare le differenze che li contraddistinguono nel  modo di essere concepiti e prodotti. Rientrano nell'ambito della categoria studi quei disegni che sono finalizzati alla esercitazione dell'occhio e della mano, tramite copie dal vero o dalle opere dei grandi disegnatori, per acquisire fondamentali abilità tecnico-artistiche e ancora gli schizzi, abbozzi, ecc. che sono preparatori per un lavoro pittorico  o semplicemente appunti di un'idea da sviluppare. I disegni come tali, pur senza nette distinzioni e separazioni, sono opere a se stanti e compiute, essi costituiscono un aspetto rilevante della creatività dell'artista che si presenta con il suo inconfondibile stile e le sue geniali idee. Il disegno è espressione originale e profonda della sensibilità e dell'intelligenza del disegnatore pittore, che spesso di getto da forma alla sua prima sanguigna ispirazione, con un semplice lapis.

LA TRADIZIONE DELLE ZITELLE O VERGINELLE O SCAPILLATE.
IPOTESI SULL’INTRODUZIONE DEL PIANTO DELLE ZITELLE NELLA FESTA DELLA TRINITÀ A VALLEPIETRA

di Giuseppe Bonifazio

Il Pianto delle Zitelle, che si svolge nel santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, è talmente noto, ampiamente descritto e analizzato nelle sue molteplici componenti letterarie, religiose e musicali per essere in relazione con la festa della Trinità, che non è certo mia intenzione soffermarmi sugli aspetti acclarati e storicamente documentati, per i quali si rimanda alla numerosa bibliografia. ...continua a leggere "La tradizione delle zitelle"

 

Montorio in Valle - processione con lo stendardo di San Michele
Montorio in Valle - processione con lo stendardo di S. Michele

Sono innumerevoli in Italia le grotte, le chiese, le cappelle e i santuari in cui fin da tempi remoti si è praticato il culto verso San Michele Arcangelo, sull’esempio di quanto avvenne nel Gargano alla fine del V sec. d.C. Il suo nome significa chi come Dio? e l’iconografia ce lo mostra in lotta contro il demonio, sotto forma di serpente, drago o angelo decaduto, che schiaccia sotto i suoi piedi. La tradizione bizantina lo raffigura spesso con una bilancia in mano, mentre quella longobarda lo ritrae prevalentemente come un guerriero con la lancia o con la spada sguainata nell’atto di colpire Satana. ...continua a leggere "Il culto di san Michele Arcangelo a Montorio in Valle e a Colli di Monte Bove"

Roma- nell'anfiteatro Correa si svolgeva la corrida
Roma- nell'anfiteatro Correa si svolgeva la corrida

Le scarne notizie a nostra disposizione non ci consentono di risalire con sicuri riferimenti storici ai fatti che determinarono la tradizione della corrida a Vallepietra ( 1 ) e quindi di inquadrarla in un preciso contesto culturale e temporale, per la qual cosa il presente scritto vuole essere essenzialmente una prima divulgazione di racconti colti dal vivo, ( 2 ) non rinunciando però a enucleare qualche ipotesi circa l’origine e a illustrare somiglianze con manifestazioni similari che si svolgevano nella città di Roma. ...continua a leggere "La corrida di Vallepietra"

sezione interna di una carbonaia, 1993
sezione interna di una carbonaia, 1993

Non è molto tempo che le ultime carbonaie di Vallepietra, fumanti fino alla metà degli anni Novanta del secolo scorso, si sono definitivamente spente e con esse è finita una secolare attività lavorativa che nel passato era di fondamentale importanza per l’economia locale e spesso per molte famiglie era l’unica fonte di guadagno (1).

...continua a leggere "Le ultime carbonaie di Vallepietra"

La festa della Madonna degli Angeli di Canterano

Tra Storia e leggenda

Canterano 2-8- 2014, Madonna degli Angeli
Canterano 2-8- 2014,
Madonna degli Angeli

In piena estate, sotto il sole abbagliante della canicola, si svolge a Canterano (RM) la festa religiosa della Madonna degli Angeli, molto sentita e partecipata dagli abitanti e di grande interesse per le manifestazioni cultuali e rituali proprie della trascorsa cultura contadina, di cui un tempo non lontano costituivano parte integrante e organica. Il 1 e 2 agosto sono i giorni centrali dei festeggiamenti mariani, coincidenti con il ripopolamento del paese, che riprende a vivere in tutte le sue caratteristiche stradine e piazzette, dislocate su un costone roccioso dei Monti Ruffi. Da qui si aprono a ventaglio vasti panorami di boschi e campagne, in un susseguirsi di vallate, tra cui quella profonda dell’Aniene, e di profili montuosi all’orizzonte, che vanno dai monti Simbruini a quelli Prenestini. Le celebrazioni hanno inizio la domenica precedente il 23 luglio, quando la statua della Madonna con Bambino, inserita in un barocco baldacchino in legno dorato, detto anche macchina, viene prelevata dalla chiesa a lei intitolata, per essere trasportata solennemente nella chiesa di San Mauro, situata nella parte alta dell’abitato. Qui resta esposta alla venerazione dei fedeli fino al 13 agosto, giorno in cui fa ritorno nella sua piccola chiesa con gran concorso di gente visibilmente commossa. Nella parrocchia di Canterano attualmente sono presenti tre confraternite, che curano la devozione al culto di San Rocco, di Sant’Antonio da Padova e della Vergine Maria, nel rispetto di secolari disposizioni ecclesiastiche. La più antica tra queste è la congregazione della Madonna degli Angeli, il cui più lontano documento che ne attesta l’esistenza risale al marzo 1709 (1). Essa è disciplinata da uno statuto che ne fissa regole, finalità, doveri e privilegi, tra cui quello di “portare in processione la venerata statua della Madonna” (2). Inoltre, fra i diversi compiti da osservare, la confraternita deve promuovere la devozione mariana e “conservare e curare la manutenzione del santuario, presso l’antico cimitero, e della chiesa di S. Maria, nonché della macchina con la quale si porta processionalmente la statua della Madonna degli Angeli” (3). ...continua a leggere "La festa della Madonna SS. degli Angeli di Canterano"

L'amore per la pittura è venuto inatteso come un temporale estivo. Pensavo ad altro quando mi affacciavo ai miei 15 anni, ma alcuni incontri, primo fra tutti quello con il mio professore di disegno De Propris, che a scuola mi incoraggiava nelle mie espressioni fauve, con l'artista benedettino fra Ugo Retel e con il mio carissimo amico e pittore Ercole Gino Gelso, hanno contribuito enormemente a farmi sperimentare il piacere intimo generato dalla  creatività artistica.
A queste tre figure si deve aggiungere senza dubbio quella gigantesca di William Congdon 1912-1998 , pittore americano di levatura internazionale per la sua arte eccelsa,  che ho avuto la fortuna di incontrare  qualche volta nel monastero di Santa Scolastica di Subiaco. Nel vicino eremo del Beato Lorenzo  ha vissuto come un  monaco medioevale tra la fine  degli anni '70, primi anni '8o, dipingendo e meditando in preghiera. Un giorno mi trovavo con Fra Ugo nel piccolo piazzale antistante  Santa Scolastica, quando apparve  Congdon che saliva a piedi  dall' antica mulattiera. Dopo uno scambio di convenevoli il monaco si rivolse a lui con questa domanda :" Ehi Bill, così lo chiamava, cosa puoi dire a questo giovane che sta imparando a dipingere ?" Immediatamente rispose :" deve dipingere come uccello vola  " e se ne andò senza aggiugere altro. Io che mi aspettavo chissà che cosa rimasi deluso, quasi a bocca aperta e non ci detti peso. Ma il tarlo era entrato in me e non mi rassegnavo ad abbandonare quelle tre parole  enigmatiche, con il loro profondo significato. Crescendo negli studi e trovandomi di volta in volta davanti alla bianca tela con gli aridi schemi di sempre, capii veramente il suo  consiglio, il solo che poteva darmi, basato tutto sulla libertà espressiva e sul lasciarsi andare al di là dei confini, delle gabbie, quali esse siano. Non è facile, ma ad ogni  prova , raramente appagante,  risuonano dentro di me  quelle vibranti parole, che custodisco come  una  preziosa eredità,  capace a volte di farmi volare alto.
La profeessione di docente di storia dell'arte, insegnata per diversi anni nel liceo classico di Subiaco e nell'istituto d'arte di Tivoli, mi ha portato facilmente ad apprezzare qualsiasi opera artistica, ma con il passare del tempo la mia predilezione è andata sempre più verso  quelle forme  espressive dal carattere fortemente tormentato, viscerale, spietatamente indagatore dell'animo umano. La lista sarebbe lunga, ma non posso non citarne alcuni, ad iniziare da Michelangelo, per poi continuare con Pontormo, Caravaggio, Goya, Van Gogh, Rouault, Kokoschka, Munch, Bacon, Congdon, Soutine, la cui influenza a volte  traspare in alcuni miei lavori, che spero diventeranno d'ora in poi continuativi.