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la pesatura paraliturgica nel culto di San Donato a Celenza sul Trigno, Cercepiccola e Contursi Terme

Celenza sul Trigno  (CH) 1980 -1993

vicino Trivento 1980
vicino Trivento (CB) 1980

 

Tra la fine degli anni Settanta e i primissimi anni Ottanta del secolo scorso il Molise interno e aree limitrofe presentavano ancora consistenti sacche di povertà, causa primaria di una massiccia emigrazione. Soprattutto nelle terre più disagevoli e montagnose l'attività agricola, incentrata sulla produzione di grano, era condotta con sistemi arcaici, che offrivano limitate risorse alimentari ed economiche. Le case di campagna, specie quelle più isolate, erano pressoché tuguri. In questo contesto di emarginazione storico-culturale in localizzate aree sono giunti fino a noi antichissimi riti con intenti terapeutici, praticati all'interno di festività religiose, come la pesatura paraliturgica dei bambini contro l'epilessia.

vicino Trivento (CB) 27- 8 -1980.

vicino Trivento(CB) 27-8 - 1980

vicino Trivento (CB) 27- 8 -1980

Torrebruna (CH) 1989. Cimitero in un campo di grano

vicino Castiglione Messer Marino /CH) 1989 mietitura

vicino Castiglione Messer Marino (CH) 1989 mietitura

vicino Castiglione Messer Marino (CH) 1989 mietitura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980.Trebbiatura

Celenza sul Trigno 1980, trebbiatura .

In questi ultimi decenni  specialisti e cultori di tradizioni popolari hanno mostrato  crescente attenzione verso un' antica cerimonia finalizzata alla  cura dell'epilessia e dei disturbi psichici in generale, verso cui le classi popolari hanno  sempre mantenuto grande preoccupazione e timore. Il rito terapeutico, che avveniva in chiesa,  si svolgeva mettendo un bambino/a sul piatto di una bilancia e sull'altro un sacco di grano di pari  peso, dopo di che il sacerdote, invocando l'intercessione di San Donato, vescovo e martire (morto per alcuni nel 304 d.C., per altri nel 362), recitava apposite  preghiere per la sua guarigione o protezione. Infine su di lui/lei spargeva segni di croce con acqua benedetta, rivolti anche contro le forze del male, ritenute spesso corresponsabili della malattia. La pesatura paraliturgica , presente fin dagli inizi del Medioevo in aree del Mediterraneo orientale ed occidentale, finanche europee, è stata praticata ancora verso la fine del secolo scorso in alcuni centri più appartati del meridione d’ Italia e tra questi è da annoverare Celenza sul Trigno con il suo culto per il santo patrono Donato. Tale usanza è documentata, ma con varianti e termini un po’ diversi, pure nel nord Italia,   ad esempio nell’antico eremo di san Donato a Brunate sopra il lago di Como e a Varese nella chiesa di Santa Maria del Monte di Velate.

foto Elisa Bonifazio 2019. Eremo di San Donato a Brunate sul lago di Como

foto Elisa Bonifazio 2019. Eremo di San Donato a Brunate sul lago di Como

foto Elisa Bonifazio 2019. Eremo di San Donato a Brunate sul lago di Como. Pannello storico ove si fa cenno alla pesatura dei bambini.

foto Elisa Bonifazio 2019. Eremo di San Donato a Brunate sul lago di Como, oggi non più luogo religioso.

Una interessante scritta posta all’inizio della Salita  San Donato a Brunate rammenta agli  ignari turisti e locali che “...il culto della Madonna della Cintura ....e la pesatura dei bambini... provenivano da San Donato”. Molti studi sono stati condotti  su questo vasto fenomeno religioso e ad essi rinvio i lettori  per gli approfondimenti del caso, limitandomi qui a dare solo un modesto contributo alla documentazione etnografica riferita agli anni dei sopralluoghi, ove ancora persisteva il rito della pesa. Il materiale raccolto, comprendente anche un cospicuo numero di fotografie, è del tutto inedito.

1980, il primo importante contatto con Celenza sul Trigno

Di ritorno dalla festa delle Pacchianelle di Palmoli giunsi  a Celenza sul Trigno in un torrido pomeriggio di fine luglio 1980, intenzionato a prendere  informazioni sulla bilancia di San Donato, reliquia di un antico rito religioso contadino,  forse ancora in uso nel piccolo paese abruzzese confinante con il Molise. Le poche persone che incontrai,  immobili negli ombrosi ripari , mi convinsero a rivolgermi direttamente al parroco e così feci. Mi accolse con grande cordialità e senza tante domande si offrì  di condurmi subito nella chiesa di san Donato a vedere la grande bilancia di legno conservata in un angolo di sacrestia. Finalmente appagato ci presentammo. Don Nicola Gentile, di nome e di fatto, era da molti anni parroco di Celenza, tutto dedito alla sua missione pastorale e devotissimo di San Donato. Uscimmo dalla fresca canonica investiti da continue folate di aria infuocata,  che mozzavano il respiro. Vedendo in quella luce abbacinante il sacerdote grondare sudore entro la rovente tonaca nera, il pensiero alla bilancia venne meno, mentre sentivo un forte disagio, quasi un senso di colpa per averlo sottratto, mio malgrado, al suo riposo pomeridiano, ma lui era così. Affabile d’animo e sempre disponibile con tutti. “Eccola”e non aggiunse altro. Presi le mie due macchine fotografiche, una per il colore e l'altra per il bianco-nero  e scattai qualche foto, senza insistere più di tanto. Ero certo che sarei tornato il prossimo 6 e 7 agosto in occasione della festa di San Nicola di Bari e soprattutto del santo patrono San Donato per assistere al rito della tradizionale pesatura dei bambini. "Perché fai queste foto, a che ti servono? ” mi chiese ed io :“Non sono un giornalista e sono venuto qui solo per un mio interesse culturale, forse io stesso non le vedrò che tra 40 anni”. Così poi realmente è accaduto. Tanto gli bastò e diventammo in qualche modo amici, anche perché più volte sono tornato a Celenza, oltre al 1980, nel 1984, 1989,1993.

Celenza sul Trigno 1980, vestizione del Santo con gli ori donati dai fedeli per grazie ricevute.

Celenza sul Trigno 1980, vestizione del Santo con gli ori donati dai fedeli per grazie ricevute.

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del simulacro con i donativi in oro.

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del simulacro del Santo con i donativi in oro. Sulla testa si pone la mitria vescovile.

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del busto del Santo con i donativi in oro

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del busto del Santo con i donativi in oro cuciti in fettucce di stoffa.

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del busto del Santo con i donativi in oro

Celenza sul Trigno 1993, vestizione del busto del Santo con i donativi in oro

Celenza sul Trigno 1980, il busto di San Donato con gli ori

Celenza sul Trigno 1993. Bambini protesi a toccare il busto del Santo per ricevere la sua protezione.

Celenza sul Trigno 1984, il Santo viene esposto alla devozione dei fedeli.

Celenza sul Trigno 1984. Il busto del Santo coperto d'oro e con ex voto e richieste di benedizioni.

Celenza sul Trigno 1980, offerta di oro a San Donato

Celenza sul Trigno 1984, in preghiera davanti al Santo

Celenza sul Trigno 1984, l'offerta

Celenza sul Trigno 1980, simulacro con gli ori votivi, ex voto e foto personali con cui si chiede di essere messi soto la sua protezione.

Come previsto , il 7 agosto di quell'anno tornai con il permesso di don Nicola per  registrare, filmare, fotografare un rito e una festa che sentivo davvero molto importanti,  poco o nulla documentati in presa diretta, nel loro svolgimento. Feci un passo in tempo. Infatti nel 1980  fu l'ultima volta che si è praticato il rito della pesatura, in quanto la chiesa-santuario dal 1981 è rimasta chiusa per restauri  fino al 1988. Se il rituale della bilancia non fu più utilizzato da quella data, non per questo vennero meno  le richieste di benedizioni e i relativi sacchi di grano portati in dono, certo però che si ridussero sempre più.

La pesa dei bambini e benedizioni, con l'offerta di un sacco di grano

Celenza sul Trigno 1980, la grande bilancia di legno per la pesatura rituale. A Celenza più che altrove la cerimonia si è mantenuta nella forma più vicina alla pratica originale.

Celenza sul Trigno 1980, il rito della pesatura prevedeva che in un piatto vi fosse un bambino e nell'altro un sacco di grano di equivalente peso.
Celenza sul Trigno 1980. Durante la pesatura il sacerdote recitava preghiere specifiche per invocare, tramite intercessione di San Donato, la guarigione o la salute del bambino, su cui infine aspergeva acqua benedetta con segni di croce.

Celenza sul Trigno 1980. Una mamma con il suo bambino In attesa della pesatura nella sagrestia della chiesa. In primo piano il grosso sacco di grano, pegno per la sua incolumità.

Celenza sul Trigno 1980. Padre Eusebio recita le rituali preghiere in latino. Non vi è nella bilancia il sacco di grano, sostituito sempre più con un' offerta pecuniaria.

Celenza sul Trigno 1980. Padre Eusebio impartisce la benedizione finale. Il 1980 è stato l'ultimo anno in cui si è svolto qui il rito della pesatura ed inoltre la chiesa-santuario di San Donato è stata chiusa per restauri dal 1981 al 1988.

Celenza sul Trigno 1984, Chiesa di SantaMaria Assunta. Dal 1981 al 1988 le celebrazioni in onore di San Donato si sono svolte qui, causa restauri nella chiesetta del Santo. Cessata la pesatura non si è però interrotta l'offerta del grano nè la tradizionale benedizione rivolta ai bambini.

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. I genitori offrono il sacco di grano come compenso della benedizione al figlio.

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione ai bambini.

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile con il libello del 1912 in mano impartisce la benedizione ai bambini. In primo piano due sacchi di grano.

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione dopo aver letto la preghiera contenuta nel libretto manoscritto del 1912

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione ai bambini.

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione mentre legge la preghiera contenuta nel manoscritto del 1912

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione mentre legge la preghiera contenuta nel manoscritto del 1912

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce la benedizione mentre legge la preghiera contenuta nel manoscritto del 1912

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di Santa Maria Assunta. Don Nicola Gentile impartisce con l'aspersorio una benedizione agli indumenti di un neonato per la sua crescita in salute

Basti pensare che nel 1989 e nel 1993 ci furono solo due nuclei familiari a chiedere la benedizione dietro offerta di grano, uno per anno, entrambi a loro modo emblematici. La prima famiglia di chiara appartenenza contadina, composta da un bambino e una bambina, proveniente dal rimpettaio paese molisano di Montefalcone, ben rappresentava il passato che si chiudeva definitivamente alle loro spalle, mentre l'altra proveniente dal vastese mostrava un buon tenore di vita ed una sicurezza che li rendeva più turisti di passaggio che sottomessi devoti. Tornando al 1980, dai rilevamenti effettuati emerse che  ci furono appena una ventina di benedizioni con o senza pesatura, rivolte sia a bambini che a individui più grandi. Nessuno di questi manifestò in quel frangente segni di alterazioni psichiche o atteggiamenti di un certo squilibrio comportamentale, tanto che il rito mi apparve più che altro come un modo per chiedere al Santo protezione e salute in generale, con un’ offerta data sempre più in denaro. Eppure persone bisognose dell’intervento terapeutico del santo ce ne dovettero essere, se nella stessa chiesa si conservavano numerosi ex voto. Fino al 1980 essi si trovavano appesi ai lati dell’ingresso e nella parete di destra della chiesa a lui dedicata, accanto al grande quadro della Pietà. Dopo i restauri, terminati nel 1988, sono stati posti  in quattro ripiani di una grande teca, almeno quelli in buono stato di conservazione. Nel 1980, però, mi presi la briga di fare una ricognizione totale di tutte le dediche presenti negli ex voto offerti a San Donato, che qui trascrivo in modo integrale. Nell’inventario non sono rientrati i capi di vestiario anonimi.

Ex voto nella chiesa di San Donato prima dei restauri dal 1981 al 1988

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di San Donato. Ex voto, bambino di cera

Celenza sul Trigno 1984, chiesa di San Donato. Ex voto, particolare del bambino di cera
Celenza sul Trigno 1980. Ex voto del bambino di cera, oggetto esso stesso quasi di venerazione. Su di lui si narrano tristi racconti.

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

Celenza sul Trigno 1980, chiesa di San Donato. Ex voto prima dei restauri iniziati nel 1981

1  - Dono il mio abito da sposa a San Donato con tutto il cuore.  Eva Aquilano e Michele 

2  - Tredicino Tania dona a S Donato questo regalo per grazia ricevuta

3  - Nettuno 10-9-‘78 offro a Santo Donato il vestitino del piccolo Amedano M

4  - Bruno Mirella via Olmi comune Roccaspinalveti provincia Chieti

5 – Ciffolillo Giuseppe offre di cuore a San Donato

6  - Tucci Cinzia e Tucci Marco Roma ringrazio vivamente il santo ( testo in una foto)

7  - Piccirilli Cinzia offre il suo vestitino aSan Donato

8  - Offre a San Donato per grazia ricevuta per la piccola Stefania 23-9-74

9  - Alessatro Zaccardi più foto

10 – Torrebruna 7-8-‘71 Pelliccia Nicolino nato il 17-10-1964, figlio Pelliccia Raffaele  madre Palma Torrebruna ha San Donato con grazie ricevuto gli offro con cuore

11 – San Donato io tiricrazio  della crazzia che tio chiesta e ti ricrazzio che sono ricevuta la crazzia per Falasca A Daniela Di Darino io oggi tivengoatrovare ( più foto – incorniciato)

12 – I genitori offrono questo pensiero affinché la piccola Simona viva sempre protetta dalla mano di S. Donato Celenza 12-8-‘79

13 – Marinelli Anna Cristina offre a S Donato il suo vestito della prima comunione San Salvo

14 – I genitori offrono questo pensiero affinché il piccolo Vittorio vive sempre protetto dalla mano di S. Antonio Celenza

15 – De Innocentis Angelina 30-7-‘75 Grazia ricevuta da San Donato

16 – Grazia ricevuta da S. Donato per Bruno Pierino nato a Roccaspinalveti il 2-4-1969

17 – Per Grazia Ricevuta Cipolla Antonio Monteodorisio 1 gennaio 1975

18 – Spalletta Paolo offre a S Donato con animo grato e invoca la sua protezione

19 – Cese Pierino offre a San Donato

20 – Dono a San Donato il mio vestito di Prima Comunione Strever Marianna San Salvo (CH) 7-8-‘79

21 – Cavoti Ivaldo dona un calzino a San Donato

22 – Di Santo Daniela offre questa vestina a San Donato Liscia 11-1-‘78

23 – Celenza sul Trigno 1-6-1975 per grazia ricevuta offro a San Donato i miei vestiti della mia Prima Comunione. Garrisi Donato

24 – Spalletta Antonio offre a San Donato Celenza sul Trigno 5-8-1977

25 – 7 agosto 1980 Sorile Michelina Trivento

26 -  Dono il mio vestito a San Donato Di Florio Donato Milano

27 – Agosto 979 offre a S. D. una camicio e fotografia Godola Isolda Belmonte  7-8-979

28 – 6 Agoto 1977 Per grazia ricevuta in agosto 1975 dono questo anello a San Donato Mariani Nicola San Salvo (CH)

29 – Offro questo vestitino a San Donato per una grazia ricevuta Pollace Lorella 

30 -  Questa offerta la offre Amelia Nibbio Belmonte del Sannio

31 – offro a San Donato per Grazia ricevuta D'Alò giovanni

32 – Mancini Nicolino nato a Poggio Sannita il 12-7-68 ringrazia San Donato con il suo aiuto gli ha fatto superare la crisi convulsiva cinque volte

33 – Dona il suo abito a Santo Donato 3 luglio 1975 Schiavi D'abbruzzio

34 – Con devozione offriamo a San Donato le nostre fedine perché ci aiuti e ci protegga per tutta la vita Palomba Edith e Rolando (1980)

L’importanza culturale dei doni votivi, che si perdono nella notte della nostra preistoria, è ormai cosa scontata da tempo e oggetto a vari livelli  di recupero e studio. La loro presenza ci permette di cogliere sotto una particolare angolatura uno spaccato rilevante della società osservata all’interno della sua  quotidianità, tra ansie e speranze. Essi ci forniscono una serie di informazioni su tanti aspetti del fenomeno religioso preso in esame, dall’area di provenienza dei pellegrini, al grado presumibile del livello di istruzione , dalla tipologia degli oggetti lasciati in chiesa, alla forma di guarigione ricevuta, fino a toccare la sfera affettiva e familiare. A Celenza preponderanti sono gli abiti lasciati come richiesta o pegno di una  grazia già ottenuta, ma anche scarpe, protesi ortopediche . In specie i bambini accompagnati dai genitori in chiesa venivano da questi pesati e svestiti secondo un rito oggi scomparso. Si toglieva l’abito nuovo indossato dal piccolo per fargli rimettere quello vecchio, con il significato di volerlo restituire con gli indumenti della quotidianità  alla vita, evitando così di utilizzare il vestito buono destinato di regola ai morti.

Sull’argomento si veda ad esempio di Anna Mara TripputiGli ex voto: storie di vita e pegni di devozione “ pp. 379-412, in Annamaria RiveraIl mago, il santo,la morte,la festa” edizioni Dedalo, Bari, 1988. Nello stesso compare un richiamo al “male di San Donato”, pp.311-326. 

In particolare si segnalano gli studi di:

  • Guglielmo Lϋtzenkirchen,  Il male di San Donato in Mal di luna, Paperbaks saggi/148-Newton Compton editori, Roma,  1981.
  • Emiliano Giancristofaro, Tradizioni popolari d’Abruzzo, Newton Compton editori, Roma , 1995.
  • Domenicangelo Litterio,  Celenza sul Trigno e il culto di San Donato, Editrice Itinerari, Lanciano, 1993.

libretto di preghiere di Ireneo de Aloysio , manoscritto datato 1912

foto 1980, manoscritto del 1912 - pag 4 e 5

foto 1980, manoscritto del 1912 - pag 8 e 9

foto 1980, manoscritto del 1912 - pag 10 e 11

foto 1980, manoscritto del 1912 - pag 12 e 13

foto 1980, manoscritto del 1912 - pag 14 e 15

foto 1984, manoscritto del 1912 - pag 4 e 5

oto 1984, manoscritto del 1912 - pag 8 e9

libretto di preghiere datato 1912 e aspersorio

Se la produzione  degli ex voto attiene profondamente alla cultura popolare, il libretto con copertina rossa che si vede più volte nelle foto qui pubblicate e nel video del 1980 durante il rito della pesatura, appartiene alla tradizione colta. Scritto a mano da don Ireneo de Aloysio e datato “Celenza 16 settembre 1912”, come si legge a pag. 25, contiene diverse preghiere  inneggianti a San Donato, in lingua latina e italiana. Non abbiamo altre notizie su questo manoscritto, forse anche copiato in parte o in toto, non sappiamo, certo però seppe custodire “efficacissime” orazioni, se fu adottato nel rituale della benedizione dei bambini. Due note a margine: la prima riguarda il frontespizio del documento cartaceo su  cui compare incisa in sottile lamina metallica a forma di croce la scritta “Libro di preghiere etc. 1912”, e la seconda una preghiera in latino presente nel libricino a pag. 5 e tradotta  in italiano a pagina 8 del medesimo, nel tempo compreso tra il 1980 e 1984. Infatti nelle foto del 1980  nel documento a pagina 5 non c’era alcuna chiosa aggiunta e la pagina 8 era completamente bianca. Così non era già più nel 1984, data del mio secondo ritorno. Evidentemente il testo latino, risultante per qualche ecclesiastico di difficile lettura e comprensione, è stato trascritto in italiano, come si legge nella pagina 8. Inoltre la stessa diversa grafia lo dimostra ampiamente. Al di là di questa curiosità, resta l’importanza del documento per i suoi contenuti che si ritrovano nella cultura delle masse popolari in termini di pensieri e rituali attinenti al bagaglio di educazione religiosa ricevuta. Per meglio comprendere talune credenze e pratiche devozionali proprie di quel tempo si riportano tradotte tre orazioni su San Donato, leggibili pure nell’originario testo  in lingua latina, riprodotto in fotografia. Il Dott. Domenicangelo Litterio ha pubblicato nel suo libro, già menzionato, cospicue parti del libello, tra cui quelle di seguito riportate.

Preghiera a San Donato – ad inizio  novena

Insigne ed eccelso operatore di miracoli, o vescovo e martire S. Donato, ed a chi meglio che a voi ricorrere possiamo per ottenere sicuramente da Dio grazie e  favori in questa vita mortale? Se la bella e nobile anima vostra fu adorna e fregiata qui in terra delle più eccelse doti e virtù, onde piaceste estremamente a Dio nel viver vostro, Iddio istesso  nulla vi nega nel Cielo a nostro favore. L’umiltà, infatti, la penitenza, l’astinenza, l’amore alla santissima fede, il disprezzo delle vanità e ricchezze mondane ed ogni altra soda virtù voi possedeste altamente. Che però, o gran Santo, voi liberaste dall’ eterna dannazione e rovine tante anime traviate adducendole al retto sentiero della virtù e della fede, col vostro zelo veramente da Apostolo. Parlino, infatti, a favore del vero i nostri antenati divoti, che sperimentarono il vostro potente patrocinio e vi acclamarono da secoli per loro principale Avvocato e Protettore, sperimentando in diverse calamità la vostra efficacissima intercessione, liberando questo nostro paese da incendii , scoscendimenti, frane ed altri mali. A Voi però ricorriamo con tutta fiducia e confidenza, per ottenere da Dio grazie e favori in questa vita mortale. Difendete e proteggete questo vostro divoto popolo, che tranquillo riposa sotto il vostro potentissimo patrocinio da tutti gli agguati del demonio, e da qualunque tribolazione temporale. Fate, o Martire S. Donato, che siano lungi da noi le pestilenze, i terremoti, la fame, i furiosi e turbinosi venti, la gragnuola ed ogni altro terribile flagello. Quello che vi preghiamo però col più vivo del cuore si è l’ottenerci da Dio tanto di lume spirituale e grazia, che basta a farci vivere e morire nella piena e perfetta osservanza della Divina legge, onde nell’altra vita ci tocchi la bella sorte di godere Dio eternamente con Voi nel Cielo. Così sia.

L’”Oremus”

“Ti preghiamo o Signore, Padre santo e Dio onnipotente ed eterno, difendi il tuo piccolo (la tua piccola serva ) N. da ogni infermità e dolore e degnati di concedere a lui (lei) i doni della tua grazia. O Dio libera lui (lei) da ogni dolore e da ogni assalto satanico e da ogni malattia, salvalo (la) per mezzo dell’ aspersione di quest’acqua e per l’invocazione del santo tuo nome. Nel  nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen

Responsorio a San Donato

O illustre martire Donato e fiore di pazienza graditissimo a Cristo RE, sei famoso per molti prodigi.
Aiutaci con le tue preghiere affinché possiamo vivere sempre liberi dal male lunatico e da ogni  pericolo.
Tu, vinti i nemici per la maggior gloria di Dio, riportasti la vittoria su atroci supplizi. 
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.Aiutaci  con le tue preghiere affinché possiamo vivere sempre liberi dal male lunatico e da ogni  pericolo”.

In queste tre preghiere  compare sia il riferimento  alla figura demoniaca, vista come attentatrice dell’integrità psicofisica dell’individuo, sia al Mal di Luna, come veniva anche chiamata l’epilessia. Un grande male  che solo le potenze celesti possono debellare, se invocate e pregate nella giusta misura. “E se noi sapremo pregare una bella grazia a noi  farà”, si sente cantare in processione. La grazia e la richiesta di protezione per il bene individuale (la salute della persona) o collettivo (l’allontanamento dei cataclismi naturali ed epidemie) costituiscono i motivi principali del pellegrinaggio al santuario  di Celenza. Attraverso rituali, orazioni, canti, invocazioni etc.., si vuole mantenere sempre forte il patrocinio del santo taumaturgo, verso cui ricorrere per scongiurare sia le calamità naturali che le crisi fisiche e mentali. Con tutto ciò ogni elargizione si deve “ alla volontò del santo"" e imperscrutabili sono i suoi interventi. Il maligno deve essere combattuto ed esorcizzato mediante cerimonie religiose,  perpetrate e accettate così come ci sono giunte per tradizione. A rendere il momento rituale carico di un alone magico e per questo sospeso tra realtà e surrealtà, si inseriscono le preghiere in latino, incomprensibili, ma in quel contesto funzionali ad accrescere la potenza della parola, insondabile e ammaliatrice . ogni preghiera va conclusa con “Aspergatur aqua benedicta" (si asperga acqua benedetta). Infine, nel responsorio compare la richiesta di essere liberati dal  “malo lunatico" e Mal di Luna era anche chiamato il male dell’epilessia. I lunatici, secondo remote credenze, protrattesi fino in tempi abbastanza recenti, sono coloro che affetti dal male epilettico subiscono gli attacchi più acuti quando sono esposti ai raggi della luna piena. Per questo motivo la statua di San Donato ha spesso una luna in mano oppure in testa, rendendo esplicito il suo patronato.

Scrive Emiliano Giancristoforo: “ “In un nostro lavoro del 1967 avanzammo l’ipotesi della bilancia-equilibrio mentale; dopo altre osservazioni sul campo, anche in considerazione del fatto che raramente i parenti e i famigliari ritengono l’epilettico uno squilibrato e l’epilessia una malattia mentale, il rituale della pesatura potrebbe essere interpretato, piuttosto, come un rito offertorio, valutabile nei termini contrattuali del do ut does: il  dare al santo, con il grano, il caso malato in cambio della guarigione “. In quest'ottica può rientrare, con le dovute differenze, la celebre "Benedictio ad pondus pueri", cioè la benedizione per il peso del bambino, affermatasi a seguito del miracolo operato da Sant'Antono di Padova, che resuscitò un bambino morto dietro le suppliche e la promessa della madre di offrire ai poveri tanto grano quanto pesava il figlio, se lo avesse fatto tornare in vita. Così accadde e da allora i genitori che chiedono la protezione celeste per i propri piccoli danno ai poveri il grano pesato nella nota misura paritaria. Da ciò risale pure la devozione al pane di Sant'Antonio. D'altronde per sperare di ricevere la benevolenza del santo o per esprimere eterna gratitudine per una grazia ricevuta è cosa scontata portare doni,  specie nei giorni festivi a lui dedicati, ma non solo. Offrire denaro e monili d’oro in momenti di grande partecipazione corale ed emotiva ha il significato di voler stabilire e rafforzare un rapporto con il santo, a cui tutto si deve e per questo ci si lega, riconoscenti, per tutta la vita  Di conseguenza il ricco tesoro attesta la sua fama di potente taumaturgo. Inoltre le donne di Celenza erano solite trasportare in equilibrio sulla testa conche di rame votive piene di grano, festosamente addobbate con merletti, nastrini multicolori, dolci, ciambelle e perfino soldi. Oggi mancando certi presupposti  le conche si dondolano semplicemente con le braccia a mo’ di altalena tra due file di giovani in costume, che accennano a passi di danza.

La processione di San Donato con le conche votive

Celenza 1980 processione di San Donato. Donne con conche di rame votive

Celenza 1980 processione di San Donato. Donne con conche di rame votive

Celenza 1980 processione di San Donato. Donne con conche di rame votive

Celenza 1980 processione di San Donato. Donne con conche di rame votive

Celenza 1980 processione di San Donato. Raccolta delle offerte.

Celenza 1980 processione di San Donato. Raccolta delle offerte.

Celenza 1980 processione di San Donato. Raccolta delle offerte.

Celenza sul Trigno 1984 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1984 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1989 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive

Celenza sul Trigno 1993, processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Offerta di un oggetto d'oro all'uscita dalla chiesa.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Offerta di un oggetto d'oro all'uscita dalla chiesa.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Celenza sul Trigno 1993 processione di San Donato. Conche votive.

Cercepiccola (CB) -festa di san Donato 7-8-2015

A Cercepiccola, provincia di Campobasso, si pratica ancora il 7 agosto la pesatura in chiesa, ma in forma essenzialmente simbolica e non limitata ai  bambini, anche se sono loro ad essere i maggiori destinatari. In uno dei piatti posti sul pavimento si poggia un piede, che vi resta per il tempo in cui l’officiante pronuncia la preghiera di rito e asperge acqua benedetta. Una piccola statua di San Donato posta sulla bilancia , rinnovata nel 2014 , aggiunge   valore sacrale alla cerimonia. Oggi la tradizionale offerta che segue è solo in denaro. Nell’orazione si fa esplicito riferimento all’intercessione di San Donato per scongiurare il “terribile male” ed anche “una non cristiana morte". Così è scritto nel foglio che si conserva nel  borgo molisano, utilizzato in questa occasione. 

Oggi la benedizione dei bambini avviene  essenzialmente con fini preventivi. Attraverso questa  speciale preghiera si chiede la protezione celeste verso la loro crescita fisica e spirituale, di cui è garante presso l’Onnipotente il  taumaturgo San Donato.

Cercepiccola 2015. Chiesa SS. Salvatore

Cercepiccla 2015, chiesa SS. Salvatore. Bilancia per la pesatura paraliturgica simbolica

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, . Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccla 2015, Processione di San Donato.

Cercepiccola 2015, Preghiera che si recita annualmente in occasione della festività di San Donato durante il rito della pesatura paraliturgica.
Cercepiccla 2015, rituale della pesatura simbolica ancora in uso in questo grazioso centro del Molise. Soprattutto bambini e ragazzi sono i destinatari di questa antica cerimonia, che oggi, al di là della tradizionale preghiera, è vista essenzialmente come una speciale benedizione volta a tutelare le loro qualità psico-fisiche, grazie alla intercessione di San Donato, patrono del paese.

Cercepiccola 2015, pesatura simbolica e benedizione.

Cercepiccola 2015, pesatura simbolica e benedizione

Cercepiccola 2015, pesatura simbolica e benedizione

Cercepiccola 2015, pesatura simbolica e benedizione

Cercepiccola 2015, bacio della reliquia

Cercepiccola 2015, bacio della reliquia

Cercepiccola 2015, bacio della reliquia

Cercepiccola 2015, pesatura simbolica e benedizione

La festa del santo patrono è celebrata anche con una solenne processione, che si snoda tra i caratteristici vicoli accompagnata da una prestigiosa banda musicale. Al simulacro del santo è usanza annodare nastri su cui appuntare le banconote date in dono per la migliore riuscita della manifestazione religiosa. Ad essa partecipano delegazioni con i gonfaloni civici provenienti dai  paesi di Cercemaggiore, Sepino, Giuliano del Sannio, Mirabello Sannitico, a testimonianza di quanto fosse importante fino ad un recente passato questo centro cultuale per le popolazioni limitrofe.

Per un approfondimento:

Mauro Gioielli, La pesatura dei bambini nell’area matesina del Molise e La pesatura paraliturgica dei bambini attraverso i secoli. Convegno di studio a San Giuliano del Sannio tenuto il 5 maggio 2019.

 Contursi Terme (SA) - festa di San Donato  7-8-1992

Anche a Contursi San Donato è il patrono. La pesatura si svolgeva in modo simbolico perché i piatti della bilancia poggiavano direttamente sul pavimento, ma a  differenza di quella molisana era più grande, tanto da poter accogliere, come accadeva, un bambino in un piatto e un sacco di grano nell’altro. A indicare la destinazione sacrale della bilancia vi era un santino del martire Donato affisso su di  essa . Ancora nel 1992 si potevano contare più di una ventina di sacchi di frumento di piccole e medie dimensioni al seguito di altrettanti bambini. Il cerimoniale si attuava sostanzialmente con la stessa procedura osservata altrove ed anche qui era rivolto ai fedeli di ogni età. Non di rado in questa occasione si facevano benedire a scopo protettivo i cosiddetti abitini per gli infanti (pezzetti di stoffa contenenti immaginette religiose, che venivano spillati nelle maglie ). Inoltre è tradizione per la festa patronale costruire cente votive, di antichissima tradizione, a forma di barca e addobbate con candele, mazzetti di grano, nastri colorati, trasportate in processione sopra la testa . Qui l’attività  agricola si coniuga con quella marinara. Il Tirreno è poco oltre la pianura. 

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. Bilancia per la pesatura paraliturgica, qui in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. Offerta di grano quale compenso per la rituale pesatura.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica dei bambini, qui in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica, richiesta anche da persone grandi.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica dei bambini, qui in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica dei bambini, qui in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. Benedizione rivolta ad un gruppo familiare con al centro una bambina.

Contursi Terme 1992. Benedizione di un abitino a forma di cuore. Di solito contenente all'interno immagini religiose viene fatto indssare ai piccoli per preservarli da ogni pericolo.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica dei bambini, qui in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura paraliturgica dei bambini, in forma simbolica.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura simbolica con benedizione.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La pesatura è simbolica, ma attorno alla bilancia si contano quasi 25 sacchi di grano di varie dimensioni.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La benedizione è rivolta ad un gruppo familiareche ha i piedi sul piatto della bilancia

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La benedizione finale

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La benedizione finale

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. Esce la processione.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. Esce la processione.

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi Terme 1992, festa di San Donato. La processione con una centa a forma di barca

Contursi 1992. La processione entra nella cappella di San Donato.

Per un appofondimento:

L’epilessia nelle tradizioni popolari campane: alla ricerca dell’equilibrio perduto. www.cefaleecampania.it>salerno-franco